Capanna Sociale
Giacomo Ghislandi al Passo del Fò, Resegone
Come arrivare:

Arrivati
al borgo di Erve (m. 559), adagiato lungo il corso del
torrente Gallavesa, lo attraversiamo interamente lasciando l'auto in uno dei
parcheggi lungo la strada.
In fondo al paese, nei pressi di una rotonda inizia il percorso segnalato con il
n. 11.
Ci sono tre bacheche con cartine della zona e un segnavia che indica l'anello
del Resegone, le antiche miniere e La Passata a ore 2.
Superiamo il Gallavesa con un ponticello di pietra ed iniziamo a salire con un
deciso strappo. A lato della strada, che in questo tratto ha il fondo in
cemento, sono stati scavati dei gradini per agevolare il cammino.
Arrivati nei pressi dell'agriturismo, se l'acqua è poca, possiamo superare il
torrente su un piccolo ponte e guadarlo, poco dopo, per ritornare sull'altro
lato.
Altrimenti è opportuno continuare diritto e superare più avanti un affluente del
Gallavesa con un ponticello.
Continuiamo con un sentiero all'inizio del quale un segnavia indica il rifugio
Alpinisti Monzesi a ore 1.10 con la variante Pra di Ratt e a ore 1.30
passando per la sorgente San Carlo. Quest'ultima è indicata a 15 minuti.
Saliamo ripidamente fino alla Cà del Prà, una baita con fontanile, poi con pochi
passi in piano arriviamo al bivio (m. 691).
Qui il sentiero si divide: a sinistra c'è la variante Pra di Rat, più breve ma
più impegnativa; diritto invece c'è il percorso principale, più agevole ma più
lungo, seguendo le sponde del Gallavesa.

a) Percorso principale N°11 (diritto)
Proseguiamo in piano addentrandoci nel bosco, sempre accompagnati dallo scroscio
del torrente.
Dopo un tratto in salita e un passaggio tra due rocce, arriviamo al ponte del
Bruco.
Il sentiero ora procede incassato tra le rocce poi devia a destra e sale più
ripidamente a zig-zag.
Guadiamo il torrente verso sinistra, poi raggiungiamo e superiamo una roccia
nella quale sono stati scavati dei gradini.
Quasi in piano procediamo a mezza costa fino a riavvicinarci al Gallavesa e a
guadarlo un'altra volta.
Ora la pendenza è lieve. Attraversiamo nuovamente il torrente.
Dopo una curva a destra abbandoniamo il corso d'acqua che finora aveva sempre
accompagnato il nostro cammino.
Poco dopo inizia il tratto più faticoso. Saliamo ripidamente a zig-zag. Poi
troviamo alcuni gradini di legno che agevolano il cammino.
Giunti in cima troviamo un bivio. Alcuni cartelli appesi ai rami indicano a
sinistra il rifugio
Alpinisti Monzesi, a destra Valle Verde e alle nostre spalle Erve.
Percorriamo un lungo tratto quasi in piano.
Passiamo accanto ad un crocefisso e poi ignoriamo una deviazione sulla destra
per Piazzo.
Presso un ansa della montagna superiamo un ruscelletto che scende e attraversa
il sentiero.
Con una breve salita raggiungiamo un bivio: a destra si va a Piazzo (0.15), alla
Passata (0.30) e alle antiche miniere (0.40); continuiamo invece a sinistra
verso il rifugio
Monzesi (0.20).
Superiamo un ruscello e riprendiamo a salire.
Presso un tornante ignoriamo un sentiero sulla sinistra.
Più avanti incontriamo la variante Pra di Rat (descritta più sotto) che si
innesta in questo punto poco prima di una croce.
In leggera salita raggiungiamo il bivio dove inizia il sentiero n. 24 per il
Magnodeno raggiungibile in un'ora e trenta.
Superiamo una sorgente con una vasca per raccogliere l'acqua, poi in salita
passando alla sinistra di un gruppo di abeti e larici, raggiungiamo il rifugio
Alpinisti Monzesi. Superiamo sulla sinistra il rifugio e proseguiamo per il
sentiero che sale verdo sinistra il rifugio Giacomo Ghislandi ci è situato
un centinaio di metri più in alto.
Tempo di salita: ore 2.00 - Dislivello: m. 725
b) Variante Pra di Rat (a sinistra) (non segnato nella cartina riportata
sopra)
Il sentiero sale tra gli alberi in modo abbastanza ripido, a volte si divide in
due o tre tracce per poi tornare a riunirsi.
Ad un bivio andiamo a sinistra e saliamo a zig-zag.
Incrociamo un altro percorso e continuiamo diritto.
Il sentiero prosegue dapprima incassato nella montagna e poi su alcune roccette.
Dopo un breve tratto quasi in piano riprendiamo a salire.
Ad un bivio, andiamo a sinistra in quanto il cammino è più agevole; dopo pochi
metri le due tracce si riuniscono.
Salendo ripidamente possiamo vedere tra gli arbusti, alla nostra destra,
l'intera vallata.
Superiamo un breve passaggio su facili roccette e poi un altro dove occorre
aiutarsi con le mani (m. 850).
Il percorso prosegue su fondo quasi sempre roccioso e si divide in due o tre
sentierini quasi paralleli che a volte si intersecano.
Sopra di noi vediamo alcuni spuntoni di roccia.
Percorriamo pochi passi in cresta, poi il sentiero aggira la montagna sulla
destra. Più in basso vediamo l'altro sentiero (a - principale) che scorre
parallelo.
Alterniamo ora diversi tratti quasi in piano intervallati con altrettanti in
salita su facili roccette. Quasi sempre al termine delle salite passiamo in un
intaglio fra due rocce.
Poi in lieve salita nel bosco raggiungiamo il bivio con il percorso principale
descritto precedentemente con il quale proseguiamo fino alla meta.
Tempo impiegato: ore 1.35 - Dislivello: m. 725